Perché si dovrebbe decidere di non investire nel settore del tabacco

Carmignac

La Dottoressa Bronwyn King, Fondatrice e CEO di Tobacco Free Portfolios, e Maxime Carmignac, Managing Director Carmignac UK, spiegano cos’è il Tobacco-Free Finance Pledge, cosa significa sostenere questa iniziativa, e perché gli investitori dovrebbero promuovere il disinvestimento da questo settore.

Potrebbe riassumere ciò che il Tobacco-Free Finance Pledge si propone di fare?

Bronwyn King: Il Tobacco-Free Finance Pledge è stato istituito a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2018, in collaborazione con tre agenzie delle Nazioni Unite e con il sostegno dei governi di Francia e Australia. Attualmente sono quasi 200 i firmatari, tra le principali istituzioni finanziarie tradizionali con un patrimonio complessivo in gestione superiore a $ 16.000 miliardi. Il Pledge dimostra che esiste una comunità sempre più numerosa di aziende leader finanziarie che riconoscono che le sfide globali richiedono solidarietà globale. Il Dott. Tedros lo ha sintetizzato perfettamente quando ha pronunciato il suo discorso in occasione dell’istituzione del Pledge: “Non possiamo contrastare il tabacco da un lato e finanziarlo dall’altro”.

Per investitori come Carmignac, cosa significa essere sostenitori del Tobacco-Free Finance Pledge?


Maxime Carmignac: In quanto società di gestione patrimoniale che non investe nel tabacco sin dalla sua costituzione nel 1989, sostenere questa iniziativa è stato molto naturale per noi. L’organizzazione della Dottoressa King e il suo staff hanno dimostrato una vera e propria leadership nell’adottare misure di esclusione del settore del tabacco, incoraggiando i principali operatori a seguirne l’esempio. Siamo orgogliosi che la nostra azienda sia legata a questa iniziativa, che contribuisce in modo concreto a rendere la finanza più sostenibile.

Perché si continua a investire nel settore del tabacco?


B.K.: La maggior parte della gente non sa di avere interessi finanziari nel settore del tabacco, eppure attraverso piani previdenziali o altri investimenti, molti investono nelle principali aziende del tabacco. Per decenni, il settore finanziario ha trattato le aziende appartenenti al settore del tabacco esattamente come qualsiasi altra società, ma la comunità medica, i governi, gli insegnanti e i genitori sono disposti a tutto per proteggere i bambini, affinché non cadano vittime dell’obiettivo insidioso del marketing delle aziende del tabacco. Una volta informata, la gente rifiuta pressoché all’unanimità di essere messa in relazione con le aziende del tabacco, compresi indistintamente i CEO, i membri dei Consigli di Amministrazione, gli investitori e i membri dei fondi pensionistici.

Perché Carmignac ha deciso di escludere il settore del tabacco sin dal 1989?


M.C.: Molto tempo prima che l’investimento responsabile diventasse di moda, mio padre decise di non sostenere il settore del tabacco poiché era fortemente convinto che l’intero settore rappresentasse un costo netto a livello sociale. Dato che le sigarette uccidono i due terzi dei fumatori, privilegiamo altri settori difensivi in periodi di volatilità sui mercati finanziari, poiché investiamo solo in aziende che presentano un modello di business sostenibile, e che sono in linea con i nostri valori e principi. Inoltre, mentre il settore è in difficoltà a causa del calo dei tassi di fumatori, dell’aumento delle tasse e di normative rigide nei paesi sviluppati, i mercati emergenti offrono una ventata di aria fresca alle aziende del tabacco, e ciò sta minando la credibilità di alcune campagne di marketing sulla “creazione di un mondo privo di fumo”.

In termini di contenimento del danno ambientale, disinvestire dal settore del tabacco è parte integrante del percorso degli investitori verso l’azzeramento delle emissioni nette?


B.K.: Benché le conseguenze devastanti del tabacco sulla salute siano ampiamente note, in pochi sono consapevoli del fatto che il tabacco abbia anche effetti estremamente negativi sull’ambiente. Ad esempio, i filtri del tabacco, realizzati in acetato di cellulosa, rappresentano la principale plastica presente negli oceani, ed entrano nella catena alimentare dopo essersi dissipata in microplastiche. La coltivazione del tabacco richiede grandi quantità di acqua, ed è la causa del 5% della deforestazione nei paesi a reddito medio-basso. Quando si parla di emissioni di anidride carbonica generate, il settore del tabacco presenta un’impronta di carbonio analoga a quella di interi paesi, come il Perù o Israele. L’eliminazione del tabacco costituisce un passo significativo nel percorso di azzeramento delle emissioni nette. Dimostra impegno e progresso verso un obiettivo importante, ed è un ottimo punto di partenza per la progettazione di quadri di riferimento per l’azzeramento delle emissioni. Semplicemente non c’è spazio per il tabacco in un mondo a emissioni nette pari a zero.

Perché gli investitori dovrebbero privilegiare il disinvestimento e non l’engagement per questo settore?


M.C.: Le Nazioni Unite e l’OMS rifiutano esplicitamente l’engagement nel caso di aziende appartenenti al settore del tabacco, a causa del basilare conflitto di interessi tra il tabacco e i diritti umani alla vita e alla salute. In Carmignac, preferiamo avviare attività di engagement su tematiche specifiche: principalmente cambiamento climatico, responsabilizzazione e leadership. Riteniamo che non verranno compiuti progressi attraverso il dialogo con queste società, poiché l’unico risultato accettabile sarebbe l’abbandono della loro principale fonte di profitto. Così come non esiste un uso sicuro di questo prodotto, nemmeno per i consumatori passivi, non esiste la possibilità di investimenti solidi in queste aziende per società di gestione patrimoniale attiva come la nostra.

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