Fund Focus

I. Un approccio consolidato ai mercati emergenti Carmignac Portfolio Emerging Patrimoine: L’esperienza di investire nelle economie emergenti

10.05.2017

Negli ultimi anni i mercati emergenti hanno riacquistato il giusto ruolo all’interno dell’asset allocation strategica dei portafogli degli investitori. Gli investitori con una maggiore propensione al rischio hanno aumentato l’esposizione ai fondi azionari dei mercati emergenti mentre quelli più prudenti hanno optato per i fondi obbligazionari emergenti. Tuttavia sempre più investitori richiedono una proposta più completa relativamente ai mercati emergenti: per esempio, alcuni investitori azionari preferiscono un approccio più prudente all’universo emergente, mentre alcuni investitori obbligazionari propendono per un asset allocation sui mercati emergenti ravvivata da qualche posizione azionaria.Carmignac Portfolio Emerging Patrimoine risponde alle esigenze di entrambi i tipi di investitori.

L’unicità di questo Fondo risiede nel suo approccio differenziato: non soltanto infatti offre un’esposizione ai mercati emergenti attraverso un posizionamento diversificato su azioni, obbligazioni e valute, ma pone un accento particolare sulla gestione attiva del rischio. Il Fondo è quindi contemporaneamente Emergente, Diversificato e Prudente.

In questo primo capitolo approfondiremo l’universo emergente e lo stile di investimento adottato da Carmignac Portfolio Emerging Patrimoine.

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Capitolo 1: Carmignac P. Emerging Patrimoine x Emergente

Il tema dei mercati emergenti


I mercati emergenti sono le economie sviluppate di domani.

Il tema principale è capire perché si dovrebbe investire nei mercati emergenti. Innanzitutto, i mercati emergenti sono le economie sviluppate di domani. Oggi, i mercati emergenti rappresentano circa il 60%1 del prodotto interno lordo mondiale (PIL) rispetto ad appena il 20%2 nei primi anni ‘90. Un’espansione assolutamente significativa, non soltanto in termini di influenza globale ma anche di maturità. Molti paesi dell’universo emergente hanno intrapreso profonde riforme economiche strutturali, che hanno consentito il miglioramento dei fondamentali: elevate prospettive di crescita, riduzione del debito e stabilità della bilancia dei pagamenti. E il loro potenziale di crescita è tuttora stupefacente.

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In secondo luogo, l’universo emergente costituisce una valida alternativa di investimento rispetto al mondo sviluppato. Anche se si sono decisamente ripresi dopo la crisi finanziaria globale, i mercati sviluppati sono ancora vulnerabili. Ci si continua a interrogare sulla loro capacità di produrre una crescita interessante in un clima di incertezza politica, politiche monetarie interventiste e aumento dell’inflazione.

(1) stime 2016 (2) dati 2015. Fonti: Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale europea e Banca Mondiale.

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Carmignac, da sempre una forte presenza negli investimenti

Anche se gli indicatori macroeconomici sono chiaramente a favore dei mercati emergenti, questo universo presenta di per sé ancora molteplici rischi. Individuare una chiara via per generare rendimento può rivelarsi estenuante e richiede una notevole esperienza, soprattutto per selezionare le opportunità più valide ed evitare passi falsi. Per investire con successo nei mercati emergenti è essenziale scegliere i partner giusti.

Carmignac vanta un’esperienza di oltre 25 anni sui mercati emergenti. Abbiamo iniziato a investire in un’epoca in cui altri erano ancora riluttanti. Nel corso degli anni, abbiamo stretto solide relazioni con gli esperti del mercato locale. Abbiamo anche migliorato il processo di investimento per intercettare le opportunità più promettenti dell’universo emergente ma allo stesso tempo anticipando, individuando e mitigando attivamente i rischi associati.

Per realizzare i nostri obiettivi, abbiamo costituito un team mercati emergenti solido ed esperto, composto da gestori e analisti, tutti specialisti dei rispettivi ambiti. Le idee e le decisioni collettive del team sono ulteriormente avvalorate dal contributo del team di gestione di Carmignac, in particolare durante le riunioni giornaliere del comitato di investimento. Grazie a questa sinergia, ogni componente del team è informato sugli sviluppi relativi alle diverse asset class e aree geografiche ed è così in grado di reagire a tutte le condizioni di mercato e di individuare le opportunità di investimento nella propria area di competenza.


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Un approccio flessibile e basato sulle convinzioni

La filosofia basata sulle convinzioni e l’approccio privo di vincoli di Carmignac Portfolio Emerging Patrimoine consentono al Fondo di investire liberamente sia nei mercati emergenti tradizionali sia nei mercati di frontiera meno conosciuti (senza vincoli di asset class, area geografica, settore o capitalizzazione di mercato). Riteniamo che questa libertà sia la nostra grande forza e un fattore chiave per il successo a lungo termine del Fondo.

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Ci sforziamo continuamente di comprendere le dinamiche e i rischi politici, sociali, economici e culturali dei paesi, settori e società nei quali investiamo. Per questo motivo, associamo l’analisi macroeconomica all’analisi delle singole società. L’analisi macroeconomica ci consente di adottare una visione olistica delle tendenze e dei fattori che influenzano i mercati, a livello sia globale che locale, attraverso la valutazione di una serie di indicatori. L’analisi delle società ci offre una conoscenza completa delle stesse, attraverso l’analisi approfondita dei bilanci ma anche riunioni con il management aziendale, clienti e fornitori in tutto il mondo. Di conseguenza, l’esposizione geografica del Fondo riflette in maniera autentica le nostre convinzioni.

Esposizione geografica di Carmignac Portfolio Emerging Patrimoine – Componente azionaria

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L’esposizione può variare senza preavviso. Fonte: Carmignac, 31/03/2017

SAPEVATE CHE?

Il termine “mercati emergenti” fu coniato da Antoine W. Van Agtmael durante un forum dedicato agli investitori, tenutosi nel 1981 in Tailandia. Diventato successivamente Vice-Direttore della divisione mercati finanziari presso la World Bank’s International Finance Corp, riteneva che termini come “paesi in via di sviluppo”, “paesi meno sviluppati (PMS)”, “paesi sottosviluppati” e “terzo mondo” fossero dispregiativi verso i paesi in questione, e apparissero di cattivo gusto nei confronti dei potenziali investitori. Intuiva l’esigenza di una descrizione più edificante.

Benché apparentemente oggi tutti abbiano ampiamente compreso il significato del termine, trovare una definizione chiara e univoca è tutt’altra cosa. Per molto tempo, lo status emergente di un paese è stato determinato soltanto dal suo livello di ricchezza, calcolato in base al Reddito Nazionale Lordo (RNL) pro capite. Il ritmo di crescita delle economie appartenenti ai mercati emergenti, il crescente numero e la varietà di paesi che sono entrati a far parte di questo segmento, rendono difficile mantenere questa misura puramente statistica come unico parametro di valutazione.

Per come li conosciamo, i mercati emergenti sono paesi che presentano un potenziale di crescita elevato, ma che possono essere caratterizzati da instabilità economica o politica, e normalmente risultano meno accessibili agli investitori. Nonostante alcuni di questi paesi abbiano raggiunto un buon livello di sviluppo, i loro mercati non sono giunti a uno stadio di sviluppo sufficiente a stabilire un termine di paragone con mercati sviluppati, quali Canada, Regno Unito, Germania o Francia, per elencarne alcuni.