Flash Note

Aggiornamento sull’universo obbligazionario Preparati alla nuova ondata

10.11.2020

Sebbene la chiusura delle attività abbia reso la ripresa più lenta che mai, sia le Banche Centrali che i governi stanno offrendo un sostegno senza precedenti, come confermato da Christine Lagarde nel corso della riunione di politica monetaria della BCE la scorsa settimana, mentre un vaccino potrebbe essere approvato nei prossimi mesi e potrebbe spalancare la porta a un aumento delle aspettative di inflazione e di sorprese economiche positive. Le misure più severe di lockdown implementate di recente nei paesi occidentali non hanno un impatto significativo sul nostro scenario di riferimento, che prevede la produzione e la distribuzione di un vaccino nella seconda metà del 2021.

Per riuscire ad affrontare questo contesto di “tassi più bassi per un periodo più prolungato” le nostre strategie obbligazionarie seguono una “strategia Barbell”, che bilancia l’esposizione core di forte convinzione al credito corporate selettivo, al debito finanziario subordinato europeo e alle obbligazioni sovrane (dei paesi europei non core e dei mercati emergenti), controbilanciando al contempo tali esposizioni attraverso un livello più elevato di liquidità e di titoli liquidi, duration a lungo termine nei confronti dei rendimenti sovrani core e una gestione attiva delle coperture e della liquidità.

Le nostre view per area geografica:

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USA

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Si prevede che la Federal Reserve sostenga la ripresa e prevenga qualsiasi inasprimento ingiustificato delle condizioni finanziarie. Avere un posizionamento leggermente a lungo termine nelle posizioni statunitensi sulla duration sostiene i portafogli obbligazionari in caso di avversione al rischio, che potrebbe manifestarsi o in correlazione al virus/vaccino, o legata alla crescita e alle imminenti elezioni; benché il vantaggio dei Democratici paia ampiamente scontato, sia i sondaggi che i bookmaker potrebbero essersi sbagliati e resta la possibilità che i risultati vengano messi in discussione.

EUROZONA

Nell’area dell’euro, le valutazioni evidenziano un potenziale di ribasso contenuto sui tassi, che renderebbe necessario un ulteriore taglio dei tassi, apparentemente improbabile nel breve periodo. L’intervento accomodante di Lagarde della scorsa settimana ha confermato l’intenzione della BCE di intervenire a dicembre, probabilmente attraverso l’estensione del piano PEPP e/o di ulteriori operazioni di TLTRO, che dovrebbero sostenere le strategie di carry trade e l’eventuale contrazione degli spread del debito sovrano dei paesi non core e delle obbligazioni creditizie corporate.

PAESI DEL G10

Nel paesi del G10, l’Australia appare particolarmente interessante a livello di tassi. In futuro si potrebbe assistere a un maggior allentamento monetario, anche se la RBA ha tagliato i tassi d’interesse e recentemente ha annunciato un quantitative easing da 100 miliardi di dollari australiani. In prospettiva futura la politica fiscale dovrebbe essere più espansiva, e ciò potrebbe indurre la Reserve Bank of Australia a rafforzare le proprie politiche monetarie non convenzionali per assorbire la maggiore offerta di debito prevista e per deprezzare la valuta.

MERCATI EMERGENTI

In questa fase, restiamo prudenti sui mercati emergenti, in considerazione della flessione degli afflussi di capitali e del calo delle esportazioni. Tuttavia, da una prospettiva macroeconomica, il nostro team sta monitorando attentamente la situazione, poiché l’indebolimento del dollaro USA potrebbe alimentare un contesto più positivo sui mercati emergenti. Benché nel suo complesso l’asset class del debito emergente non presenti un profilo interessante in termini di rapporto rischio/rendimento, alcuni paesi rappresentano un’opportunità per continuare a generare rendimenti più elevati, come la Cina, poiché la lenta ripresa dell’occupazione e l’importanza del settore dei servizi lasciano presagire un probabile proseguimento della politica accomodante da parte della PBoC ancora per qualche tempo. Dal punto di vista delle valutazioni, gli spread cinesi a 5 anni rispetto al mercato sviluppato si stanno avvicinando ai massimi storici, pari a circa +3% (fonte: Bloomberg, Indice W2G1).


Al fine di comprendere il nostro posizionamento per Fondo: